Il Bensone (“Bensòun” in dialetto modenese) è uno dei dolci da credenza più antichi, famosi e rappresentativi della tradizione gastronomica dell’Emilia-Romagna. È un dolce sobrio, essenziale e genuino, preparato con pochissimi ingredienti che in passato erano immancabili nelle dispensedelle famiglie contadine.
Con la sua consistenza compatta, la crosticina dorata ricoperta di granella di zucchero e il profumo inconfondibile di limone, il Bensone racchiude l’essenza della cucina emiliana: semplicità, calore casalingo e grande convivialità.

La storia e le origini del Bensone modenese
Le prime testimonianze storiche legate a questa specialità risalgono addirittura al XIII secolo. Si narra che la comunità modenese fosse solita preparare e offrire questo pane dolce ai fabbri e agli orafi della città in occasione delle celebrazioni per San Geminiano, patrono di Modena, che si festeggia il 31 gennaio.
Anche l’etimologia del nome reca con sé affascinanti ipotesi storiche e popolari:
- Da “Pain de son”: una delle teorie più accreditate fa risalire il nome al termine francese che indica il “pane di crusca”. In origine, infatti, il dolce non veniva preparato con le farine bianche e raffinate di oggi, bensì con farine integrali non setacciate, ricche di fibra.
- Da “Pane di benedizione”: un’altra tradizione vuole che il dolce venisse portato in chiesa per essere benedetto durante la liturgia del Sabato Santo o in altre ricorrenze religiose solenni. Nel dialetto locale, la formula sarebbe poi mutata progressivamente da pane della benedizione a “bensòun”. Ancora oggi, nelle zone più legate alle tradizioni, una versione mignon del dolce viene regalata ai ragazzi in occasione della Prima Comunione e della Cresima.
L’evoluzione della ricetta ha visto anche un significativo cambio di ingredienti nel corso del Novecento. La preparazione originale prevedeva infatti l’uso del miele come dolcificante naturale. Solo a partire dal 1947, a seguito degli studi del chimico Sigismondo Margraff sulla presenza e l’estrazione del saccarosio dalla barbabietola da zucchero, il miele è stato gradualmente sostituito dallo zucchero semolato, rendendo l’impasto ancora più accessibile e diffuso nelle case.

Il rito dell’abbinamento: perché il Bensone si inzuppa nel Lambrusco?
In Emilia la tavola è prima di tutto condivisione e ritualità. Il Bensone nasce come tipico dolce da credenza, pensato per conservarsi a lungo senza perdere fragranza. Essendo un dolce piuttosto asciutto e consistente, la tradizione modenese impone un gesto preciso: va gustato tagliato a fette spesse e imbevuto direttamente in un bicchiere di Lambrusco.
L’abbinamento d’elezione è con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, un vino rosso frizzante, dal colore rubino profondo e dalle note fruttate. La moderata acidità e la vivace effervescenza del Lambrusco puliscono il palato dalla morbidezza del burro, mentre la struttura del vino si sposa perfettamente con la dolcezza rustica dell’impasto.
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Per chi non ama il vino rosso a fine pasto, il Bensone è straordinario anche a colazione o a merenda, inzuppato nel latte caldo, nel tè o accompagnato da un buon caffè espresso.
Le varianti: Bensone classico o farcito?
La ricetta autentica e depositata del Bensone non prevede alcun tipo di farcitura. Il dolce si presenta come un filoncino ellittico, compatto, dal taglio centrale caratteristico.
Tuttavia, con il passare dei decenni, nelle pasticcerie e nelle cucine casalinghe sono nate gustose varianti regionali:
- Ripieno alla Mostarda Fina di Modena: la variante farcita più antica e tradizionale prevede un cuore di mostarda modenese (a base di mele cotogne, pere e mosto cotto), che dona una piacevole nota acidula e speziata.
- Con confettura di prugne o amarena: una versione molto amata dalle famiglie emiliane, ideale per rendere il dolce più morbido al taglio.
- Versione golosa al cacao o crema nocciola: una reinterpretazione moderna molto apprezzata dai bambini.
Nonostante queste golose interpretazioni, la versione casalinga classica senza ripieno resta la preferita da chi cerca il sapore autentico di una volta.
Ricetta del Bensone Modenese Tradizionale
Ecco le dosi e gli ingredienti necessari per realizzare in casa un perfetto Bensone modenese da credenza.
Ingredienti
- 500 g di Farina (consigliata Farina Tipo 1 per un tocco più rustico)
- 200-250 g di Zucchero semolato (consiglio: 200 g sono sufficienti per un risultato equilibrato e non troppo dolce)
- 100 g di Burro a temperatura ambiente
- 3 Uova (2 uova intere per l’impasto + 1 tuorlo per la spennellatura)
- 1 bustina di Lievito per dolci (16 g)
- 1 Limone biologico (la scorza grattugiata)
- 1 pizzico di Sale fino
- Latte q.b. (solitamente 30-50 ml, quanto basta per ammorbidire l’impasto)
- Granella di zucchero per guarnire (o zucchero a velo)
Procedimento passo passo
- Preparazione degli ingredienti secchi: In una ciotola capiente versate la farina setacciata, lo zucchero semolato, la bustina di lievito per dolci e la scorza grattugiata di un limone biologico. Mescolate rapidamente con una frusta a mano.
- Aggiunta dei liquidi e del burro: Create una fontana al centro del composto e aggiungete le 2 uova intere, il burro morbido tagliato a tocchetti e un pizzico di sale fino.
- Lavorazione dell’impasto: Iniziate ad impastare prima con una forchetta e poi a mano. Aggiungete un filo di latte a temperatura ambiente poco alla volta, continuando a lavorare finché non otterrete un panetto sodo, omogeneo e compatto, simile alla consistenza dell’impasto del pane.
- Formatura del dolce: Trasferite l’impasto su una placca da forno foderata con carta forno. Modellate la pasta a mano dando la classica forma ovale allungata (uno spessore di circa 4-5 cm).
- Il taglio e la decorazione: Con un coltello a lama liscia e affilata praticate un’incisione longitudinale al centro della superficie (lungo tutta la lunghezza del dolce). Spennellate uniformemente la superficie con il tuorlo sbattuto e ricoprite generosamente con la granella di zucchero.
- Cottura: Infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti. Il Bensone dovrà risultare ben dorato in superficie e cotto all’interno (potete fare la prova stecchino).
- Raffreddamento: Sfornate il dolce e lasciatelo raffreddare completamente su una gratella prima di tagliarlo a fette spesse.

Consigli per una conservazione perfetta
Essendo un dolce privo di creme o farciture deperibili, il Bensone vanta tempi di conservazione molto lunghi:
- In scatola di latta: riposto in un contenitore di latta o in un porta torte ermetico, si mantiene fragrante e morbido per oltre 7-10 giorni.
- In freezer: potete tagliarlo a fette e congelarle monoporzione negli appositi sacchetti da freezer. All’occorrenza basterà scaldare la fetta per pochi minuti nel forno caldo o nel tostapane.

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Francesca Maria
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