La torta rosata di mandorle di Altamura

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Se c’è una cosa che amo della cucina pugliese è la sua incredibile capacità di creare capolavori immortali partendo da ingredienti semplicissimi, legati a doppio filo con la terra. La torta rosata di mandorle di Altamura è esattamente questo: un dolce tradizionale pugliese a base di mandorle, soffice, umido e incredibilmente fragrante. È la scelta perfetta per iniziare la giornata con una colazione genuina o per regalarsi una coccola speciale durante la merenda pomeridiana, magari accompagnata da una buona tazza di tè o da un caffè fumante.

La particolarità che rende questa torta così amata, oltre al suo profumo avvolgente, è la sua incredibile leggerezza. La preparazione è estremamente semplice e, cosa non da poco, non prevede l’aggiunta di grassi: niente olio, niente burro e niente farina di grano (il che la rende anche naturalmente priva di glutine, perfetta per chi ha intolleranze). Se vuoi scoprire altre ricette deliziose per i tuoi momenti di dolcezza quotidiana, ti invito a fare un salto sulla sezione Parti da qui del mio blog, dove troverai tantissime ispirazioni.

La torta rosata di mandorle di Altamura

La storia e le origini della Torta Rosata di Altamura

Quando pensiamo ad Altamura, la mente vola immediatamente al suo celeberrimo pane DOP, famoso in tutto il mondo per la sua crosta croccante e la mollica gialla e soffice. Tuttavia, questa splendida cittadina dell’Alta Murgia custodisce una tradizione dolciaria altrettanto ricca e affascinante. La torta rosata è un dolce antico, strettamente legato alle feste comandate e alle occasioni speciali in famiglia.

Il nome “rosata” evoca immediatamente la delicatezza di questo dolce. Storicamente, la ricetta veniva preparata nei forni a legna del paese subito dopo la cottura del pane, sfruttando il calore residuo e dolce delle pietre. L’ingrediente principe, la mandorla, rappresenta l’oro bianco della Puglia: i mandorleti caratterizzano da secoli il paesaggio murgiano, regalando frutti dal profilo aromatico inconfondibile, ricchi di oli essenziali che permettono di ottenere un dolce umido e profumato anche senza l’uso di burro o grassi aggiunti.

La torta rosata di mandorle di Altamura

Il segreto degli ingredienti: le Mandorle di Toritto

Per ottenere una torta rosata di mandorle di Altamura degna della migliore tradizione pugliese, la scelta della materia prima è fondamentale. Se ne hai la possibilità, ti consiglio vivamente di utilizzare le mandorle di Toritto, in particolare la pregiata varietà Filippo Cea. Toritto è un piccolo comune situato ai piedi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, celebre per la coltivazione di queste mandorle straordinarie, oggi tutelate come Presidio Slow Food.

La mandorla Filippo Cea si distingue per un sapore incredibilmente dolce, un retrogusto aromatico intenso con note di burro e una bassissima acidità. L’alta percentuale di oli benefici presenti in questa varietà fa sì che, una volta tritata, rilasci una naturale cremosità capace di idratare l’impasto dall’interno. È proprio questo grasso “buono” e vegetale a sostituire egregiamente il burro, donando alla torta rosata una consistenza che si scioglie letteralmente in bocca.

Scheda ricetta: difficoltà e tempi

  • Difficoltà: Media
  • Tempo di preparazione: 10-12 minuti
  • Tempo di cottura: 30 minuti circa
  • Porzioni: Stampo da 22-24 cm

Ingredienti necessari

  • 200 grammi di mandorle (possibilmente di Toritto)
  • 4 uova medie (preferibilmente biologiche)
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci (16 grammi)
  • 1 bicchierino di limoncello (o liquore all’amaretto per un sapore più intenso)
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 cucchiaio di amido di mais (circa 20 grammi)
  • La scorza grattugiata di 1 limone biologico
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • Mandorle a lamelle q.b. (per la decorazione superficiale)
La torta rosata di mandorle di Altamura

Come preparare la Torta Rosata di Mandorle passo dopo passo

La preparazione di questo dolce richiede solo un po’ di attenzione nella gestione delle uova, che rappresentano l’unico elemento strutturale e lievitante naturale dell’impasto insieme a un pizzico di lievito.

  1. Preparazione della farina di mandorle: Inizia tritando le mandorle finemente all’interno di un mixer da cucina. Per evitare che rilascino troppo olio diventando una pasta, aggiungi un paio di cucchiai di zucchero a velo (prelevati dalla dose totale) e aziona il mixer a impulsi intermittenti. Una volta ridotte a farina, tienile da parte in una ciotola.
  2. Separazione delle uova: Separa con cura i tuorli dagli albumi in due ciotole differenti. È fondamentale che nei bianchi non ci sia alcuna traccia di rosso, altrimenti non monteranno a dovere.
  3. Montatura degli albumi: Aggiungi un pizzico di sale agli albumi e montali a neve ben ferma utilizzando le fruste elettriche. In un’altra ciotola, monta leggermente i tuorli per renderli fluidi.
  4. Unione dei composti: Incorpora delicatamente i tuorli montati all’interno degli albumi a neve, compiendo movimenti lenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto.
  5. Zucchero e aromi: Unisci poco alla volta lo zucchero a velo rimasto, continuando a mescolare con delicatezza. Profuma l’impasto aggiungendo la scorza grattugiata del limone, la cannella, i chiodi di garofano in polvere e il bicchierino di limoncello.
  6. Aggiunta delle polveri: Aggiungi la farina di mandorle preparata in precedenza, un cucchiaio alla volta, amalgamando pian piano. Infine, setaccia l’amido di mais insieme al lievito in polvere e incorporali all’impasto fino a ottenere una consistenza omogenea, soffice e spumosa.
  7. Cottura in forno: Prendi una teglia da forno (preferibilmente a cerniera da 22 cm), foderane la base con carta da forno e imburra leggermente i bordi (oppure usa un po’ di staccante). Versa l’impasto livellandolo con una spatola, ricopri l’intera superficie con una pioggia generosa di mandorle a lamelle e inforna in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti.
  8. Raffreddamento: Fai sempre la prova stecchino prima di sfornare. Una volta pronta, lascia raffreddare completamente la torta rosata all’interno dello stampo prima di sformarla delicatamente su un piatto da portata.

Consigli furbi per una riuscita impeccabile

Anche se si tratta di una ricetta molto semplice, ci sono piccoli accorgimenti che possono fare una grande differenza nel risultato finale:

  • Uova a temperatura ambiente: Non utilizzare mai uova fredde di frigorifero. Le uova a temperatura ambiente montano molto più facilmente, inglobando una quantità maggiore di aria che renderà la torta incredibilmente soffice e leggera.
  • Variazione sul liquore: Se non ami il limoncello, puoi sostituirlo con del liquore all’amaretto (che esalterà l’aroma di mandorla), del liquore Strega oppure del rum scuro per una nota più decisa e speziata.
  • La conservazione: Per mantenere la torta rosata umida e morbida come appena sfornata, conservala sotto una campana di vetro o in un contenitore ermetico per dolci. Si manterrà perfetta per 3 o 4 giorni. Evita il frigorifero perché tenderebbe ad asciugare la sua tipica consistenza pastosa.

Altre delizie alle mandorle da provare

Se ami il sapore inconfondibile delle mandorle nei dolci fatti in casa e apprezzi le preparazioni leggere ma ricche di gusto, sul blog c’è un’altra ricetta che non puoi assolutamente perderti. Ti consiglio di provare a realizzare il mio plumcake alle mandorle senza burro, un’alternativa squisita e facilissima per variare la tua colazione settimanale.

Se decidi di metterti all’opera e provare questa meravigliosa torta rosata di mandorle di Altamura, non dimenticare di scattare una bellissima foto! Condividila sui social e tagga il mio profilo Instagram @francy84b o la mia pagina Facebook Breakfast at Tiffany’s: sarà un vero piacere per me ricondividere i vostri capolavori culinari all’interno delle mie storie quotidiane!


Francesca Maria

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